Il nuovo “Codice degli incentivi”, in vigore dal 1° gennaio 2026 – MIMIT

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha approvato il decreto legislativo recante il Codice degli incentivi”. Il provvedimento dà attuazione alla legge delega del 2023 e avvia per la prima volta una riforma organica dell’intero sistema degli incentivi, superando la stratificazione di regole e procedure che negli anni ha reso complesso l’accesso ai sostegni per le imprese.

I tre pilastri del decreto

Il decreto si fonda su tre pilastridigitalizzazione, semplificazione e trasparenza — e disciplina in modo organico tutte le fasi delle misure di sostegno: dalla programmazione alla progettazione, dall’attuazione alla pubblicità, fino alla valutazione dei risultati.

Ambito di intervento

Il Codice riguarda esclusivamente gli incentivi di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che prevedono istruttorie di valutazione. Non rientrano, quindi, gli incentivi fiscali automatici, gli incentivi per cui non è prevista procedura istruttoria e le misure in gestione dal MEF.

Programmazione triennale

Si prevede una programmazione triennale delle risorse. La concessione delle agevolazioni dovrà essere effettuata sulla base delle disponibilità finanziarie, degli obiettivi industriali e dello sviluppo dei territori.

A supporto della pianificazione è istituito il Tavolo permanente degli incentivi, quale sede stabile di coordinamento tra Stato e Regioni.

Le premialità previste per l’accesso agli incentivi

In sede di attribuzione dei punteggi verranno considerati elementi di valorizzazione riguardanti:

  • rating di legalità;
  • certificazione della parità di genere;
  • politiche aziendali di welfare a sostegno della natalità e della genitorialità;
  • azioni per la parità salariale;
  • livello di occupazione giovanile e femminile;
  • eventuali ulteriori certificazioni che attestino l’impegno sociale dell’impresa.

Questi criteri dovranno essere dichiarati in fase di domanda e verificati dall’amministrazione competente.

Verifica della regolarità contributiva

Per gli incentivi legati a investimenti, la regolarità contributiva sarà verificata tramite acquisizione d’ufficio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), valido per 120 giorni dalla data di rilascio.

Delocalizzazione e decadenza degli aiuti

Il decreto norma, a seconda dei casi, la decadenza degli incentivi, l’obbligo alla restituzione delle somme con maggiorazione e il divieto di accesso a nuovi incentivi per 5 anni (10 per le grandi imprese), per la delocalizzazione di attività produttive.

La decadenza non è applicata quando l’attività viene svolta attraverso cantieri o siti temporanei o in caso di trasferimento tra zone entrambe agevolate dalla stessa misura.

Le risorse per le micro-piccole imprese

Infine, per le nuove iniziative agevolative, una quota di risorse pari al 60% dovrà essere riservato alle PMI e pari al 25% per le micro e piccole.

 

 



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